Trattamento olistico del rivolgimento podalico: moxibustone, digitopressione, visualizzazione e respirazione

IL tuo bambino è podalico?

Tra le varie alternative alla medicina ufficiale vi è, orami da tempo, l’utilizzo di tecniche antiche derivanti dalla medicina tradizionale cinese.
La Moxibustione, in quanto sicura e non invasiva, è sicuramente la più utilizzata tra le pratiche ostetriche, in particolare per favorire il rivolgimento del feto che si presenta in posizione podalica.
La moxa consiste nell’utilizzo di un bastoncino di artemisia (o carbone di artemisia) che viene avvicinato ad uno specifico punto energetico dei meridiani corporei, il V67, in corrispondenza dell’angolo ungueale esterno del mignolo del piede.
La stimolazione generata dal calore sprigionato dal sigaro di moxa favorisce la rotazione del feto in una percentuale dei casi che va dal 70 al 90%.
Il trattamento, per raggiungere i massimi risultati, deve essere eseguito tutti i giorni, per circa trenta minuti (quindici per ciascun piede) a partire dalla 32 sett di gravidanza, per 10/15 giorni consecutivi. Al termine del trattamento deve essere effettuato un monitoraggio ecografico per verificare l’avvenuto rivolgimento in presentazione cefalica. Se, al contrario, il bambino non si èmosso, la tecnica può essere ripetuta per altri 5 giorni.

Il rivolgimento podalico olistico è un percorso di consapevolezza e di collegamento con il vostro bambino che lo porterà ad effettuare la sua capriola; non è un trattamento dunque, né passivo, né invasivo.

Il rivolgimento podalico con metodi naturali e senza manovre esterne è consigliato nelle Linee Guida della Gravidanza Fisiologica in quanto abbassa notevolmente il numero di tagli cesarei eseguiti.
La moxibustione in gravidanza si può utilizzare anche per altri scopi, cambiando il punto esterno di stimolazione, come ad esempio nel trattamento della nausea e dell’iperemesi gravidica nonché, durante il travaglio, qualora questo si presenti lungo e distocico.

E’ importante sottolineare che questa tecnica rientra nelle procedure riconosciute dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).